viernes, 5 de octubre de 2012

Verso la vittoria... Por la victoria... Toward victory...

Enzo Apicella, Londra, 05/10/2012

Verso la vittoria! 
Con i voti degli operai e degli studenti delle università di stato gratis.

Por la victoria! 
Con los votos de los obreros y de los estudiantes de las universidades publicas gratuita.

Toward victory! 
With the votes of the workers and free state university students.


Venezuela: il Fatto Quotidiano fiancheggia il magnate neoliberista

Tito Pulsinelli, Selvas, 05/10/2012

"Quale che sia il risultato finale" il perdente sarà Chávez, dice l'inviato Cavallini - Alibi preventivo d'un fazioso tifoso globalista

Indietro tutta, il sistema elettorale venezuelano è "libero ma non equo". E' l'avvincente tesi esposta sul Fatto quotidiano da Massimo Cavallini. E' la nuova formula in voga dopo che Jimmy Carter ne ha ribadito l'assoluta affidabilità. Non sarebbe "equo" perchè il presidente Chávez fa uso della facoltà legale di fare trasmissioni a rete unificate. Si tratterebbe di uno sproporzionato ed autoritario favoritismo, dice il nostro, condensato in due cifre. 

Tito Pulsinelli intervistato da Radio Onda d'Urto

Tito Pulsinelli, Selvas, 05/10/2012

Tito Pulsinelli, corrispondente dal Venezuela di Radio Onda d'Urto, parla delle elezioni in Venezuela: Chi è Capriles, quali interessi esprime, come viene percepito questo voto nella società venezuelana, come si è articolata la campagna elettorale e quali sono gli scenari possibili.

Elecciones en Venezuela: resumen 1958-2012

Año
Electores
Votantes
% votantes
% Abst.
Votos validos
Ganador
Votos ganador
% ganador
1958
2.913.801
2.722.053
93,42%
6,58%
2.615.259
Rómulo Betancourt
1.284.092
49,10%
1963
3.107.577
2.868.594
92,31%
7,69%
2.455.278
Raúl Leoni
957.574
39,00%
1968
4.139.928
4.004.617
96,73%
3,27%
3.720.261
Rafael Caldera
1.083.712
29,13%
1973
4.572.187
4.407.252
96,39%
3,61%
4.375.242
Carlos Andrés Pérez
2.130.743
48,70%
1978
6.223.903
5.448.800
87,55%
12,45%
5.337.592
Luis Herrera Campis
2.487.318
46,60%
1983
7.777.892
6.825.720
87,76%
12,24%
6.655.610
Jaime Lusinchi
3.773.731
56,70%
1988
9.185.647
7.524.760
81,92%
18,08%
7.313.503
Carlos Andrés Pérez
3.868.843
52,90%
1993
9.688.795
5.829.216
60,16%
39,84%
5.616.290
Rafael Caldera
1.710.722
30,46%
1998
11.013.020
6.988.291
63,45%
36,55%
6.536.806
Hugo Chávez
3.673.685
56,20%
2000
11.720.660
6.637.276
56,63%
43,37%
6.288.578
Hugo Chávez
3.757.773
59,70%
2004
14.037.900
9.815.631
69,92%
30,08%
9.789.637
No revoca a Chávez
5.800.629
59,25%
2006
15.784.777
11.790.397
74,69%
25,31%
11.630.152
Hugo Chávez
7.309.080
62,85%
2012
18.903.143







Fuente: Elaboración Attilio Folliero sobre datos oficiales del CNE. En el 2004 hubo el referéndum revocatorio del cargo de presidente

7 avenidas di Caracas riempite dai sostenitori di Chávez

Tito Pulsinelli, Selvas, Valencia, 05/10/2012


A Caracas non ci sono grandi piazze, come a Buenos Aires o il gigantesco Zocalo di Città del Messico, con una capienza di un milione di persone. E' attraversata da grandi avenidas, simili ad arterie che si intersecano nel suo corpo centrale. Per la chiusura della sua campagna, Chávez ha chiamato a raccolta i suoi elettori e ne ha colmato ben sette, con le relative strade adiacenti. Una sfida senza precedenti, diventata una prova di forza inoccultabile. La Bolívar, Lecuna, Universidad, México, Fuerzas Armadas, Baralt e Urdaneta, sono state invase sin dalle prime ore di ieri dai bolivariani, che le hanno trasformate in una immensa macchia rossa.

Las dos claves de la victoria de Hugo Chávez

Ernesto Wong Maestre, Covenpri, Caracas 05/10/2012 (*)
El acto de elegir al Presidente de la República es un acontecimiento cumbre, donde cada ciudadano y ciudadana habilitados para votar asisten a uno de los centros de votación y en condiciones claras y seguras expresan secretamente su opinión que por lo regular antes ha sido expuesta públicamente en razón de su participación política, no solo en los espacios creados en las semanas de campaña presidencial, sino también en los diferentes momentos y lugares donde interactúan las personas en su relacionamiento social.

Querido amigo opositor ...

Manuel Bazó, 24/09/2012

Articolo in italiano

Ven, vamos a hablar un ratico, te invito a conversar de política. No te asustes, no voy a intentar convencerte de que votes por Chávez, no pretendo que a estas alturas saltes la talanquera. Al contrario, tienes todo el derecho a disentir del Gobierno mientras no olvides que fue elegido por la mayoría de los votantes venezolanos. De eso se trata la democracia ¿no?, de respetar la opinión de la mayoría y también de las minorías. Fíjate que es algo que debemos valorar porque muchos países no tienen esta oportunidad. El pueblo de Inglaterra, por ejemplo, tiene el mismo Jefe de Estado desde hace 60 años (la Reina Isabel II) y tampoco puede escoger su Primer Ministro por voto universal.

Caro amico oppositore ...

Traduzione di Renato Caputo, 24/09/2012
Articulo original en español 
 
Vieni, parliamo un po', ti invito a discutere di politica. Non ti preoccupare, non cercherò di convincerti a votare per Chávez, non pretendo che in questa fase tu salti il fosso. Al contrario, hai tutto il diritto a dissentire dal Governo, basta che non dimentichi che è stato eletto dalla maggioranza degli elettori venezuelani. Ciò è democrazia, vero? Rispettare l'opinione della maggioranza e delle minoranze. Questo è qualcosa che dovremmo valorizzare perché molti paesi non hanno questa opportunità. Il popolo d'Inghilterra, per esempio, ha lo stesso Capo di Stato da 60 anni (la Regina Elisabetta II) e non può scegliere il proprio primo ministro a suffragio universale.

Traditi da Chávez? A proposito di un ampio dossier pubblicato su Internazionale 28 settembre 2012

Napoli, 05/10/2012


    Che una rivista come Internazionale dia importante risalto agli argomenti che trattiamo in queste righe, soprattutto per un paese come l’Italia e per una stampa come la nostra che dedica poco spazio ai temi latinoamericani e in particolare alla realtà politica economica di un paese come il Venezuela, è certamente positivo. Ed in effetti, si contrappone un equilibrato articolo del giornalista messicano Luis Hernández Navarro de La Jornada al breve scritto di Teodoro Petkoff, il quale piuttosto che descrivere le ragioni di un presunto fallimento politico del presidente venezuelano su circostanze e scelte politiche concrete e verificabili, si sforza di tracciare un parallelo fra la malattia del Presidente e la sua, per Petkoff, "crisi politica". Hernández, invece, pone innanzitutto fra gli elementi di novità della ormai prossima consultazione elettorale la svolta decisamente socialista di Chávez, che ha costretto perfino l'opposizione a dichiararsi, in qualche modo anch'essa "socialista". Non manca, poi, di sottolineare il fondamentale contributo alla democratizzazione del mercato petrolifero internazionale a favore dei paesi latinoamericani, evidenziando il carattere non solo nazionale di una nuova solida vittoria bolivariana che consoliderebbe la svolta antiliberista dell'ALBA e degli altri organismi di cooperazione latinoamericana.

jueves, 4 de octubre de 2012

Caracas: Chávez chiude la campagna elettorale con la più grande manifestazione contro il neoliberismo

Attilio Folliero, Caracas 04/10/2012

Hugo Chávez, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela e candidato alla rielezione, ha chiuso la campagna elettorale con una inmensa manifestazione a Caracas.

Lo spazio più grande esistente a Caracas, solitamente utilizzato per le manifestazioni politiche è l’Avenida Bolivar, un lungo viale di 2 km. Il Partito Socialista di Chávez, considerando che tale spazio fosse del tutto insufficiente a contenere l’enorme quantità di pubblico atteso, aveva previsto di utilizzare oltre all’Avenida Bolivar, anche altre 6 grandi vie adiacenti alla Bolivar. L’affluenza è stata tale che non solo le 7 vie previste erano inondate di gente, ma tutte le vie adiacenti a queste erano strapiene.

martes, 2 de octubre de 2012

El Chávez que habló con José Vicente, no me gustó

Fuente: , Aporrea,

No era mi intención de escribir este artículo en la forma crítica como lo voy hacer. Ya que estamos en plena recta final de esta campaña electoral. Pero lo que escuché de boca del presidente en su entrevista con J.V. Rangel, me obliga hacerlo. Yo no tengo la menor duda que vamos a ganar las elecciones según mis estimaciones con el 60% de los votos. Si la abstención llega al 20% y nosotros logramos llegar a los diez millones, aún estamos perdiendo. ¿Por que? por que quedarían por fuera casi seis millones de votos en contra del presidente, y no todos esos votos son de los oligarcas y la sibarita clase media. Con todo lo que ha hecho este gobierno por los pobres y Venezuela, sería suficiente para que Chávez saque al menos el 80% de esos votos, pero no es así. En este artículo no voy a exponer las causas del por que estos ciudadanos siguen votando por sus verdugos. Ya un compatriota lo explicó muy bien en un excelente artículo publicado aquí.

7 de octubre: Todos con Chávez hasta el gran capital

¿Porque Chávez gana las elecciones del 7 de octubre?

Attilio Folliero y Cecilia Laya (*)

En las elecciones presidenciales de Venezuela que se llevarán a cabo el 7 de octubre hay 6 candidatos: dos mujeres, María Bolívar y Reina Sequera y 4 hombres, Hugo Chávez Frías, Henrique Capriles Radonski, Orlando Chirino y Luis Reyes; De estos 6, solo dos tienen la posibilidad de ser elegido, pero todos los sondeos dan como ganador a Hugo Chávez. Los sondeos hablan de un resultado prácticamente irreversible, es decir la ventaja que Hugo Chávez le lleva a su único posible adversario, Henrique Capriles Radonski, es superior al 20% y si todos los indecisos se decidieran a votar por Capriles, aun así este no podría alcanzar a Chávez.